Municipio


Atti e Documenti


Servizi al Cittadino


Servizi on line


Cultura e associazioni


Territorio


ORIGINI E STORIA DEL COMUNE

Appunti storici di Luigi Baldi

ETA'ANTICA

Non vi è alcuna notizia certa in merito alle origini del nome del paese. Secondo alcuni il nome di Romentino potrebbe derivare da "Roma ad Ticinum" in seguito trasformatosi in "Rumantisin" mentre altri fanno derivare i nome dalla funzione che il borgo aveva in età romana  di "Romana mansio" cioè di stazione romana, punto di ristoro e di rifornimento delle truppe sulla strada per le Gallie.

Come tutte le realtà nei pressi del fiume si suppone che anche Romentino fu abitata fin dalla preistoria e comunque sicuramente all'epoca della Civiltà di Golasecca.

Le popolazioni nel territorio furono quelle dei Liguri a cui fecero seguito i Vertamocori e, nel periodo dal I secolo a.C. fino al II secolo d.C., le stesse furono soggette al processo di romanizzazione. Si suppone che proprio in questo periodo fu fondata Romentino vicino all'ancor più antico centro di Berconate (ora non più esistente).

DAL MEDIOEVO  AL SEICENTO

Fino al XIV secolo coesistettero sul territorio due nuclei: il "vico" (villaggio gallico) di Berconate e la "corte" di Romentino. Nessuna traccia rimane oggi di una fortezza esistente, secondo alcuni documenti fino al secolo XVII, costituita probabilmente da un fossato e da un recinto con opere di difesa che era nella zona della Chiesa e della casa Parrocchiale.

La storia di Romentino è fortemente legata a quella del Comune di Novara a cui fu assoggettato da l secolo XII.  Tra il XII ed il XV le popolazioni del territorio dovettero subire distruzioni e miseria a seguito delle diverse alleanze del Comune di Novara in guerra con Milano e poi divenuto suo alleato nella Lega Lombarda.

Nuova povertà seguì con l'occupazione delle terre novaresi da parte del Marchese del Monferrato, Giovanni il Paleologo nel 1356 e la dominazione di Facino Cane. Vi furono inoltre carestie e la pestilenza che scoppio alla fine del Trecento.

Solo con l'avvento degli Sforza i territori godettero di un periodo di pace e di prosperità. Per Romentino riprese anche l'attività del porto sul Ticino che sorgeva dal secolo XIII ed i cui pedaggi venivano però riscossi dal Comune di Novara.

Nel 1483, con l'infeudazione a Luigi Terzago, Romentino iniziò ad avere una vita amministrativa autonoma, senza dipendere dal Comune di Novara. Nel 1489 il feudo passo ai nobili milanesi Crivelli che possedevano vasti territori lungo le sponde del Ticino.

Seguirono altri periodi densi di guerre che il Ducato di Milano dovette combattere prima con i Francesi, poi con gli Spagnoli fino a quando Carlo V occupò le terre dell'intero ducato a partire dal 1527.

Nel 1533 Giovan Aloisio Crivelli vendette il feudo di Romentino ai Caccia proprio nel momento in cui Novara e il Novarese, trasformatosi in marchesato, vennero assegnati a Pier Luigi Farnese, Duca di Parma e figlio di papa Paolo III, a cui restarono fino al secolo XVII.

DAL SETTECENTO AL NOVECENTO

Con la pace di Vienna del 1738 e, successivamente con quella di Aquisgrana del 1748, Novara e tutto il Novarese furono annessi ai possedimenti dei Savoia e il Ticino diventò confine di Stato con la Lombardia ancora austriaca.

Nel 1773 i Caccia fecero erigere il feudo di Romentino in contea, ma questo non portò nessun mutamento amministrativo ed a nessun miglioramento sociale.

Dopo i fermenti giacobini degli anni 1798-99 anche Romentino venne coinvolto nel rinnovamento napoleonico. Con Novara ed il Novarese divenne parte del Dipartimento dell'Agogna ed aggregato alla repubblica Cisalpina.

Con la Restaurazione i territori novaresi, compreso il borgo di Romentino, ritornarono fra i possedimenti dei Savoia ed il Ticino ritornò ad essere confine di Stato.

Le guerre d'indipendenza videro passare sul territorio l'esercito piemontese (battaglia della Bicocca) e quello francese guidato da Napoleone III (battaglia di Magenta) che pur portando alla morte migliaia di soldati, compreso giovani romentinesi, permisero l'unificazione italiana nel 1861.

Con l'Unità ed il rinnovamento Romentino iniziò un cambiamento sociale e politico ed un passaggio da un'economia agricola ad una industriale con la costruzione dei primi opifici che occuparono maestranze anche romentinesi.

I due conflitti mondiali ed i problemi sollevati dal periodo fascista rallentarono il processo industriale che riuscì a decollare solo negli anni Cinquanta portando Romentino alla situazione sociale ed economica contemporanea con la nascita di diverse realtà produttive  tessili, meccaniche, alimentari.

 


Amministrazione traspente
Imposte, Tasse, Tributi
Sportello Unico Attività Produttive
Consorzio di bacino basso novarese
Archivio Storico
Stdio epidemiologico
Nubendi
cinque per mille
Wi-Fi
Consorzio Casa di Vacanze
CISA Ovest Ticino